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tutto per bene 1173


Che armi? Non ne ho!... Neanche uno spillo!... E poi perché? È piccolo, è meschino e brutto quello che ho fatto... Ne provo onta io stesso, ora...

Rivolgendosi ancora una volta a Palma:

Tu mi credi?

Palma. Síl sí!

Pausa.

Lori. Mi basta questo. Addio.

Palma (|commossa, accorrendo a lui, abbracciandolo per trattenerlo). Ah no! no! Saprò impedirtelo io! Per vivere! Per vivere ti deve bastare!

Lori. No... no...

Palma (incalzando). Come no? sí! Se ora tu hai tutta la mia stima, il mio affetto!

Invita con la mano Flavio ad accostarsi, a farsi attorno, premuroso:

Tutto il rispetto...

Flavio (eseguendo). Sí, sí, certo...

Lori (cupo, quasi duro). Io posso ormai, senza inganno, riaccostarmi solo a chi, dopo la colpa, si pentí e mi compensò con tanto amore. L’unica cosa viva e vera, ch’io m’abbia avuto, dopo il delitto. Tutto il resto è stato inganno. Chi piú m’ingannò, m’ingannò meno. Non potrei, non potrei, senza ribrezzo per me e per voi, riaccostarmi alla vostra vita.

Palma. Ma no! Perché ribrezzo? Nessun ribrezzo! Quello che tu hai detto, scusa, l’inganno suo

indica Salvo Manfroni

l’inganno suo sul mio conto...

Lori. Ma non è vero!

Palma. Eppure io l’ho creduto subito, entrando qua con lui.

Indica Flavio.

Ebbene, cosí lo crederanno anche gli altri! E sarò io, sarò io la prima a farlo credere, a farlo credere a tutti, perché abbiamo tutti per te rispetto, considerazione...

Lori. Tu? Ma non puoi mica dire...

Palma. Non c’è bisogno di dire! Mi vedranno con te, ac-