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— Com’è vero, — riprese il Blandino, con gli occhi chiusi, le braccia conserte, — com’è vero che la nostra condotta è per gli altri giusta o ingiusta, non in virtù della sua natura intrinseca, ma in virtù d’ordini estrinseci.... Come abbiamo giudicato noi Francesco Ajala? Lo abbiamo giudicato col vocabolario di cui comunemente ci serviamo parlando d’obblighi e di doveri, cioè senza penetrare affatto nel codice particolare prescritto a lui dalla sua stessa natura e redatto, per cosi dire, dalla sua educazione. Purtroppo cosi giudichiamo noi!

E si alzò.

— Te ne vai? — gli domandò il Torchiara.

Il Blandino non rispose: si mise a passeggiare per la stanza con le ciglia corrugate e gli occhi semichiusi, non intendendo affatto, nella sua distrazione, di quanto impaccio fosse alla signora la sua presenza e quanto sconveniente.

— Ella mi fa l’onore di questa visita per la sua figliuola, è vero, signora? — domandò piano il Torchiara, guardandola con aria di rassegnazione e di scusa per la presenza del Blandino, come se volesse dirle: — Pazienza! bisogna compatirlo: è fatto cosi....

Al Torchiara però non incresceva punto la presenza del Blandino. Lo aveva anzi trattenuto apposta all’annunzio della visita, per far che