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tornata del 23 maggio 1848



questi; riservandosi di comunicare all’avvocato fiscale quanto concerne l’ulteriore provvedimento intorno a questo individuo; conchiude in senso dell’avvocato Brofferio col riconoscere la necessità di conciliare la giustizia e la legalità colla repressione degli atti viziosi dei. vagabondi e dei malefici, provvedendo con una legge alla creazione di tribunali correzionali ordinari, è riempiendo così fa lacuna che presenta l’attuale legislazione.          (Verb.)

VESME. Nell’esposizione della questione il sig. Brofferio cadde in un involontario ma grave errore di fatto pel quale totalmente si muta la faccia della questione. Egli confessa che i condannati, dei quali si tratta, sono quasi tutti in Sardegna, ma non conoscendo le cose di quell’Isola s’inganna pienamente sulla loro condizione. Egli accenna le durezze del carcere, ei parla dî ceppi e di catene; e nulle di questo ha luogo pei condannati in Sardegna. La loro punizione consiste semplicemente nel venire ascritti al corpo militare di punizione, ossia nelle compagnie ordinarie del medesimo, o in quelle di rigore, dette volgarmente dei guastatori. Ei soggiungeva che prima che vengano ammessi all’onore delle armi centro lo straniero, è necessario che si lavi la macchia loro imposta dalle portate catene: ma cade questa difficoltà, ove si consideri che essi, come pur ora notava, non portano il marchio di alcuna catena, ma sono inscritti militarmente quantunque in un corpo di punizione e stretti dal giuramento militare. Il maggior rigore dei corpi militari di punizione ha luogo in tempo di pace; quasi al tutto svanisee in tempo di guerra. Già i due-tersi circa del corpo-franco combattono ora insieme al resto del nostro esercito sui piani di Lombardia, Toccò pure il sig. Brofferio di quanto io dissi già, che te sentenze del Consigli di Governo erano legali in quanto pronunciate da tribunali legalmente instituiti; essere perciò necessario un mezzo legale per annullarie. Convengo pienamente nell’opinione dell’avv. Brofferio, non ogni cosa legale essere giusta, e spesso in modo, legale commettersi le più solenni ingiustizie. Ma il mezzo legale di rimediare al male nel caso nostro già esiste: îl Re, secondo lo Statuto, ha dîritto di far grazia e di commutare le pene, e dacchè entrò. in funzione l’attuale Ministero, già farono liberati per tal modo più di 200 condannati dai Consigli di Governo, ed è in corso la liberazione di altri. Si cominciò dai condannati alla reclusione, principlando dai più anziani di pena, a segno che ora è menomo il numero dei rimanenti, i quali pure fra breve verranno graziati. Si andò più lentamente nel liberare gli imscritti nel corpo-francò, sia per le maggiori formalità che a ciò sì esigono, dipendendo essi dal Ministero della Guerra, sia perchè nelle attuali circostanze la loro punizione non si può quasi dir pena. ° (Cono.)

IL PRESIDENTE consulta la Camera se voglia prendere in considerazione la proposta dell’avvocato Brofferio.

(La Camera vi aderisce).

Manda quindi quella distribuirsi negli ufficii unitamente ad altre due proposizioni del signor avvocato Bixio, e del signor Tunini.

Riflettendo poi di non esservi în corso discussione di sorta, annunzia che i signori Depfàtali saranno resi avvertiti a domicilio della prima sedula pubblica.

Judi dopo avere raccomandato agli. uffizi, cui spetta, la diseussione del secondo progetto di legge presentato dal Ministero, relativo alle spese per il Senato e la Camera dei Deputati, dichiara chiusa la seduta alle ore 4 pomeridiane.

(Verb.)



TORNATA DEL 27 MAGGIO 1848


PRESIDENZA DEL PROFESSORE MERLO VICE-PRESIDENTE

SOMMARIO. Annunzio dell’unione di Parma e Modena e notizie della guerra — Progetto di risposta al discorso della Corona — Verificazione di poteri.

La seduta è aperta alle ore una pomeridiane.

(Tutti i ministri sono presenti, meno il conte Revel che giunge poco dopo).

csertin segretario legge ll processo verbale della seduta precedente, il quale viene approvato.

ANNUNZIO DELL’UNIONE DI PARMA E MODENA

E NOTIZIE DELLA GUERRA

PARETO ministro degli esteri chiede la parola per alcune comunicazioni da farsi alla Camera.

Sono pochi giorni che io annunziava alla Camera il fausto avvenimento della riunione con noi del ducato di Piacenza; oggi non un solo, ma due, ma tre mi gode l’animo di annunziarne, Il primo è l’adesione con noi del ducalo di Parma.

11 secondo di quel di Modena; ambi questi ducati, queste notevoli parli della valle del Po hanno mandato una deputazione al Re al campo a significargli che si univano in famiglia con noi. Altro evento se non era ancora effettuato quando mì si scrisse, deve esserlo în questo momento. La nostra flotta giunta davanti Venezia, non si accostò a prender rinfreschi, ma ha cinghiato diritto verso Trieste, separò la flotta austriaca dal porto di Pola in cui volea riparare, e la rincacciò in quello di