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Poi nell’isola Sardo, oggi detta Sardegna, v’ha una città, che presso i Romani si chiama Castel-Traiano; e le fece intorno le mura, poiché non ne avea.

Presso Cade, all’altra Colonna d’Ercole, quella che sta alla destra sul lido d’Africa, era un castello detto Septa, il quale era stato anticamente fabbricato dai Romani, ma trascurato poi dai Vandali, era per la vecchiaia rovinato; l’Imperador nostro questo ancora fortificò con buone mura e con grosso presidio; e vi eresse di più un tempio magnifico dedicato alla Madre di Dio; e alla medesima consecrando la prima spiaggia dell’impero, rendé quel castello inespugnabile a tutto il genere umano.

Le quali cose tutte da noi esposte, senza alcuna ambiguità fanno vedere ad ognuno qualmente Giustiniano Augusto dal nascere al tramontare del sole, che sono gli estremi punti della dominazione romana, rassicurò l’Impero non solamente con fortificazioni di ogni maniera, ma eziandio con guarnigioni e presidi militari. Ed io tutti gli edifizii da lui fatti, che potei o vedere co’miei occhi, o farmi riferire da chi li aveano veduti, venni qui per quanto potei descrivendo: non dissimulando però a me medesimo d’averne tralasciati molti o perché nascosti nel gran numero, od affatto ignoti. Per lo che, se alcuno vorrà occuparsi di essi, ed indagarli tutti, e descriverli, egli si procaccerà sommo diletto facendo cosa, di cui egregio testimonio gli renderà la coscienza, ed otterrà gloria dall’avere in sì bel argomento impiegato il suo ingegno.

FINE.