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officii, il quale, quantunque fosse d’ indole mite, e niun’ apparenza avesse d’uomo inclinato alle ingiurie, fu però il primo degli uomini furaci, e pieno di turpi artifizii, il quale, come di sopra dissi, fu autore della morte di Amalasunta, figliuola di Teodorico.

Nel palazzo imperiale hannovi altri soldati di più alto ordine, i quali maggiori somme pagando per esservi ascritti, maggiore stipendio ancora traggono dal pubblico erario. Chiamansi domestici e protettori: gente affatto spoglia di valore guerriero, che presentemente tiensi nella reggia, ed una volta stanziava, parte in Costantinopoli, parte in Gallazia, o in altre provincie. Anche questi, collo stesso artifizio messi in paura, Giustiniano costrinse a rinunciare alle loro pensioni. Ma le molte cose, che in questo proposito potremmo dire, ridurremo a questo solo capo.

Secondo un’antica legge l’Imperadore usava ogni cinque anni di fare all’esercito un donativo di certa determinata somma; e per ciò ogni quinto anno mandavansi per le città dell’ Imperio questori, i quali a ciaschedun soldato pagava cinque stateri d’oro. Era questo un uso fisso ed inviolato. Ma dacché Giustiniano fu inalzato al trono (e sono già trentadue anni) tanto quest’ uso trascurò, che gli uomini se ne sono quasi dimenticati.

Ma parliamo d’altre ruberie fatte ai sudditi. Quelli che all’Imperadore, o ai magistrati servono in Costantinopoli in officii o letterarii, o militari, o di qualunque altro genere, sono ne’ registri collocati da prima in ultimo luogo, di dove poi a mano a mano che succedono