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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/160


t - 1(S - Tutta la serie dei valori fini nella denigrazione della vita; si creò una confusione tra il dogmatismo ideale e la cono- scenza in genere; sì che la parte contraria prese d'allora in poi in orrore anche la scienza. Il cammino verso la scienza era così doppiamente chiuso : prima dalla fede nel mondo « vero », poi dai nemici di questa fede. La scienza della natura, la psicologia, erano : 1) condannate nei loro oggetti; 2) private della loro innocenza.... Nel mondo reale, dove assolutamente tutto è condizionalo e con- catenato, condannare e immaginare qualcosa come non esistente, vuol- dire condannare e immaginare come non esi- stente tutto. Il motto « ciò non dovrebbe essere », « non avrebbe dovuto essere » è una farsa Se si pensa alle conseguenze, si ro- vinò la sorgente della vita, mentre si voleva annullare ciò che in un qualche senso era dannoso, rovinoso. La fisiologia dimo- stra ciò meglio!^ Vediamo come la morale: a) avvelena l'intera concezione del mondo; b) taglia la strada alla conoscenza, al sapere; c) distrugge e rovina lutti gli istinti reali (in quanto insegna a considerarli immorali nelle loro radici) . \'ediamo agire innanzi a noi un terribile strumento di décadence che si sostiene coi nomi e con gli atteggiamenti più santi. 329. Per r« apparenza logica». I concetti di «individuo» e «specie» sono egualmente falsi e soltanto apparenti. «Specie» esprime soltanto il fatto che una gran copia di esseri simili si pre- sentano nello stesso tempo, e che il ritmo nel crescere e nei trasmu- tarsi è molto lento; cosicché i piccoli reali progressi ed accrescimenti non vengono presi in considerazione ( — una fase durante la quale lo sviluppo di sè non viene in evidenza, cosicché pare raggiunto un equilibrio, e diventa possibile la falsa rappresentazione che si sia raggiunto uno scopo — e sia dato uno scopo nello sviluppo....). La forma vale come qualcosa di durevole e avente per ciò mag- gior valore; ma la forma è trovata soltanto da noi; e quando anche spesso « la stessa forma » è raggiunta, ciò non significa, che è la stessa forma, — bensì appare sempre qu al cosa di nuovo — e soltanto noi, che le compariamo, contiamo il nuovo, in quanto assomiglia al vecchio, insieme nell'unità della « fo