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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/155


157 - viamo coscientemente : comò in ogni nostra parola discorriamo di finzioni (anciie nelle passioni) e come il collegamento dell' uma- nità, riposi sulla trasmissione e intensificazione di queste fin- zioni; mentre in fondo l'effettivo collegame'nto (mediante la gene- razione) procede pel suo incognito cammino. Questa fede nelle comuni finzioni muta realmente gli uomini? 0 lutto il mondo delle idee e degli apprezzamenti è solo un'espressione di mutamenti sco- nosciuti? Vi sono per davvero volontà, scopi, pensieri, valori? 0 forse tutto il vivere cosciente è un* immagine ingannevole? E anche quando l'apprezzamento sembra determinare un uomo, accade in fondo qualcosa di completamente diverso! In breve : posto che si arrivasse a spiegare la finalità nell'agire della natura senza ammettere un io creatore di fini : non potrebbe infine forse il n o- s t r o porre dei fini, il nostro volere, ecc. essere solo un 1 i n- guaggio figurato per qualcosa di essenzialmente diverso, vale a dire di non volente e non cosciente? Solo la più delicata parvenza di quella* finalità naturale degli esseri organici, ma niente di diverso da essa? E detto in breve : si tratta forse del corpo in tutto lo svi- luppo dello spirito : è la storia sensibile del for- marsi di un corpo superiore. L' organico raggiunge ancora più alti gradi. La nostra aspirazione alla conoscenza della natura è un mezzo pel quale il corpo si perfeziona. 0 piuttosto: vengono fatte migliaia di esperienze, per mutare la nutrizione, la dimora, il tenore di vita del corpo: la coscienza ed i suoi ap- prezzamenti, tutte le sorta di piacere e di dolore sono segni di queste mutazioni ed esperienze. E infine non si tratta dell'uomo: esso deve venire superato. 317. Perchè ogni attività, anche quella di un senso, è con- giunta al piacere? Perchè prima vi era un ostacolo, una pressione? 0 meglio perchè ogni agire è un vincere, un padroneggiare, un ac- crescimento del senso della potenza? — Il piacere nel p en s i e r 0. — Infine non è solo il sentimento del potere, ma il piacere nel creare e nella cosa creata; poiché ogni attività ci giunge nella coscienza come coscienza di un*« opera ». 318. " Piacere » e « dolore » sono i più rozzi mezzi di espressione - 1