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Pagina:Neera - Una giovinezza del secolo XIX.djvu/13


Il pregio, in cui ho sempre tenuto gli scritti di Neera, non ha trovato, a dir vero, generale consenso nel nostro mondo letterario, dove a questa scrittrice gentile, austera e nobilissima si assegna di solito un posto assai inferiore al merito. Di ciò intendo bene la ragione.

C’è nello scrivere, e in generale nell’esprimere il proprio sentire, un momento in cui lo spirito si pone come sopra del sentire stesso, e lo ferma e chiude in linee sicure e sobrie, quelle che debbono essere e non altre, godendo di questa sua potenza e facendo di essa godere il lettore e contemplatore. È il momento proprio dell’arte e della divina poesia, in cui si unifica l’individuo col tutto, il dramma particolare e transeunte col dramma eterno del mondo.

A questo momento non tutti gli scrittori, e quasi non mai le scrittrici, giungono appieno, o, giunti, vi si tengono con saldezza; e talvolta quasi si direbbe che ciò avvenga per effetto della stessa gagliardia di altre loro forze interiori, onde, tutto intenti ad enunciare il