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scaffale quando le cadde lo sguardo sopra un segno di matita azzurra tracciato a fianco di un articolo. Lesse :

« Nei circoli che si pretendono all’avanguardia delle informazioni si parla molto di un celebre professore di cui oggi non vogliamo fare il nome aspettando che egli posi la sua candidatura per combatterla a oltranza. Rammentiamo appena che la sua audacia superba parve genio un giorno ammantata com’era di solida cultura (siamo troppo onesti per negargli tal merito), ma sopratutto di un delirante sogno di conquista. E si impose. Fu preso sul serio; ebbe onori, popolarità, quattrini. Sta bene.

« Ma che quest’uomo di lettere già beneficiato di un premio non indifferente, questo pontefice di idealismo nebuloso già in possesso di una bigoncia voglia dare la scalata al Parlamento e da topo di biblioteca quale sempre fu pretenda trasformarsi in aquila alata e in leone battagliero per la felicità dell’Italia, questo poi no.

« Non è di ambiziosi che abbisogna il paese, non di aridi con¬densatori di frasi che già ne abbiamo troppi e degli uni e