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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/87


ATTO PRIMO

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ella per me ne cerchi. Astri crudeli,

bastan le mie ruine :

cominciate a placarvi; è tempo alfine.

Lasciami, o ciel pietoso, se non ti vuoi placar, lasciami respirar qualche momento.

Rendasi col riposo almeno il mio pensier abile a sostener nuovo tormento.

(parte, e, finito il ritornello dell’aria, toma agitata) Misera me! Da questa parte, oh Dio! vien Tiridate. Oh, come io tremo! oh, come l’alma ho in tumulto! Il periglioso incontro fuggi, fuggi, Zenobia. Il cupo seno di que’ concavi sassi

al suo sguardo m’asconda insin che passi.

(si cela nella grotta)

SCENA VI

Tiridate, poi Mitrane, e detta in disparte.

Tiridate.

Mitrane.

Tiridate.

Né ritorna Mitrane ! Ah ! mi spaventa la sua tardanza. Eccolo. Aimè ! Che mesto, che torbido sembiante! Amico, ah! vola: m’uccidi, o mi consola. Il mio tesoro dov’è? ne rintracciasti qualche novella?

Ah, Tiridate!

Oh Dio,

che silenzio crudeli Parla. È un arcano la sorte di Zenobia? Ognuno ignora che fu di lei, dove il destin la porta?

Metastasio, Opere - IV.

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