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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/68


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XVI - TEMISTOCLE

Temistocle.

Serse.

Temistocle.

Serse.

Temistocle.

Serse.

Temistocle.

Serse.

Temistocle.

Aspasia.

Neocle.

Lisimaco

Perché?

Soffrirlo

Serse non debbe.

E la cagion?

Son tante,

che spiegarle non so. (gli leva la tazza)

Serse, la morte

tónni non puoi: l’unico arbitrio è questo non concesso a’ monarchi.

(getta la tazza) Ah! vivi, o grande

onor del secol nostro. Ama, il consento, ama la patria tua; ne è degna: io stesso ad amarla incomincio. E chi potrebbe odiar la produttrice d’un eroe, qual tu sei, terra felice?

Numi! ed è ver? tant’oltre può andar la mia speranza?

Odi, ed ammira

gl’inaspettati effetti

d’un’emula virtù. Su l’ara istessa,

dove giurar dovevi

tu l’odio eterno, eterna pace io giuro oggi alla Grecia. Ormai riposi, e debba, esule generoso,

a si gran cittadino il suo riposo.

O magnanimo re, qual nuova è questa arte di trionfar! D’esser si grandi è permesso a’ mortali? Oh Grecia! oh Atene! oh esilio avventuroso!

Oh dolce istante!

Oh lieto di!

Le vostre gare illustri, anime eccelse, a pubblicar lasciate ch’io voli in Grecia. Io la prometto grata a donator si grande, a tanto intercessor.