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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/64


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XVI - TEMISTOCLE

SCENA Vili Sebaste solo.

Cosi dunque tradisci,

disleal principessa... Ah, folle! ed io

son d’accusarla ardito!

Si lagna un traditor d'esser tradito!

Il meritai. Fuggi, Sebaste... Ah! dove

fuggirò da me stesso ? Ah ! porto in seno

il carnefice mio. Dovunque io vada,

il terror, lo spavento

seguiran la mia traccia ;

la colpa mia mi starà sempre in faccia.

Aspri rimorsi atroci, figli del fallo mio, perché si tardi, oh Dio! mi lacerate il cor?

Perché, funeste voci, ch’or mi sgridate appresso, perché v’ascolto adesso, né v’ascoltai finor? (parte)

SCENA IX

Reggia, ara accesa nel mezzo, e sopra essa la tazza preparata pel giuramento.

Serse, Aspasia e Neocle, satrapi, guardie e popolo.

Serse. Neocle, perché si mesto? Onde deriva,

bella Aspasia, quel pianto? Allor che il padre mi giura fé, gemono i figli ! È forse