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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/306


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XXI - IL RE PASTORE

Tamiri.

Elisa.

Tamiri.

Elisa.

Tamiri.

Elisa.

Tamiri.

Elisa.

scoprirti ognun, che n’avverrebbe? È forse un barbaro Alessandro? Abbiam si poche prove di sua virtù? Del re de’ persi e la sposa e la madre non sai...

Lo so; ma la sventura mia forse è maggior di sua virtù. Non oso di metterla a cimento. Andiam.

Perdona ;

puoi tornar sola. Io nulla temo, e voglio cercare Amillta. (incamminandosi verso il padiglione) Aspetta: il tuo coraggio m’inspira ardir, (risoluta)

Dunque mi segui.

(incamminandosi come sopra) (fa qualche passo, e poi s’arresta) Oh Dio !

mille rischi ho presenti.

No, non ho cor.

Dunque mi lasci? (le fuggedi mano) Ah ! senti.

Al mio fedel dirai ch’io son... ch’io venni... Oh Dio! tutto il mio cor tu sai: parlagli col mio cor.

Che mai spiegar, che mai dirti di più poss’io?

Tu vedi il caso mio, e tu conosci amor, (parte)

SCENA II Elisa, poi Agenore.

Questa de! campo greco è la tenda maggior: qui l’idol mio certo ritroverò.