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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/299


ATTO PRIMO

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Si spande al sole in faccia nube talor cosi, e folgora e minaccia su l’arido terren.

Ma, poi che in quella foggia assai d’umori uni, tutta si scioglie in pioggia, e gli feconda il sen. (parte col séguito)

SCENA IV

Tamiri in abito pastorale ed Agenore.

Tamiri.

Agenore.

Tamiri.

Agenore.

Tamiri.

Agenore.

Tamiri.

Agenore.

Tamiri.

Agenore.

Agenore ! T’arresta : odi...

Perdona,

leggiadra pastorella: io d’Alessandro

deggio or su Torme... (Oh dèi! Tamiri è quella,

o m’inganna il desio?)

Principessa !

Ah, mio ben!

Sei tu !

Son io.

Tu qui? tu in questa spoglia?

Io deggio a questa

il sol ben che mi resta,

eh’è la mia libertà, giacché Alessandro

padre e regno m’ha tolto.

Oh, quanto mai

ti piansi e ti cercai ! Ma dove ascosa ti celasti finor?

La bella Elisa fuggitiva m’accolse.

E qual disegno...

Ah! m’attende Alessandro.

Addio: ritornerò.