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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/268


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XX - IPERM KSTRA

Plistene.

Linceo.

Plistene.

Linceo.

Pi.istene.

Linceo.

Pi.istene.

Linceo.

Plistene.

Linceo.

Plistene.

Linceo.

Plistene.

Linceo.

Plistene.

Linceo.

(confuso) Noi so.

(turbato) Noi sai?

Era teco pur or.

Si... Ma... Non vidi dove rivolse i passi, e non osai spiarne Torme.

(con ironia) Il tuo rispetto ammiro.

Rinvenirla io saprò, (vuol partire)

(agitato) Senti.

Che brami?

Molto ho da dirti.

Or non è tempo, (vuol partire) Amico,

férmati ; non partir.

Tanto t’affanni perch’io non vada ad Ipermestra?

Andrai :

per or lasciala in pace.

In pace? Io turbo

dunque la pace sua? Dunque tu sai che in odio le son io.

No.

Che ad alcuno

dispiaccia il nostro amor?

Nulla so dirti ;

tutto si può temer.

Senti, Plistene: se temerario a segno si trova alcun, che a defraudarmi aspiri un cor che mi costò tanti sospiri ; se si trova un audace, che la bella mia face pensi solo a rapir, di’ che paventi tutto il furor d’un disperato amante.

Digli che un solo istante

ei non godrà del mio dolor; che andrei