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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/253


ATTO PRIMO

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SCENA VI Plistkne solo.

Se di toglier procuro all’idol mio la pena di temer, quante ragioni onde sperar mi suggerisce Amore?

Se il timido mio core d’assicurar procuro,

quanti allor, quanti rischi io mi figuro !

Ma rendi pur contento della mia bella il core, e ti perdono, Amore, se lieto il mio non è.

Gli affanni suoi pavento più che gli affanni miei, perché più vivo in lei di quel ch’io viva in me. (parte)

SCENA VII

Logge interne nella reggia d’Argo. Veduta da un lato di vastissima campagna, irrigata dal fiume Inaco; e dall’altro di maestose ruine d’an¬ tiche fabbriche.

Danao e Adrasto da diverse parti.

Adrasto. Ah! signor, siam perduti. Il tuo segreto forse è noto a Linceo.

Danao. Stelle! Ipermestra

ni'avrebbe mai tradito! Onde in te nasce questo timor? Vedesti il prence?

Adrasto.

Il vidi.