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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/194


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XIX - ANTIGONO

Berenice.

Demetrio.

Berenice.

Demetrio.

Berenice.

Demetrio.

Berenice.

SCENA II

Berenice, poi Demetrio.

Io di Demetrio amante! Ah! voi sapete,

numi del ciel, che mi vedete il core,

s’io gli parlai, s’ei mi parlò d’amore.

L’ammirai; ma l’ammira

ognun con me: le sue sventure io piansi;

ma chi mai non le pianse? È troppo, è vero,

forse tenera e viva

la pietà che ho di lui ; ma chi prescrive limiti alla pietà? chi può... Che miro! Demetrio istesso ! Ah ! perché viene ? ed io perché avvampo cosi? Principe, e, ad onta del paterno divieto, in queste soglie osi inoltrarti?

(con affanno) Ah ! Berenice ; ah ! vieni ; fuggi, siegui i miei passi.

Io fuggir teco!

Come? dove? perché?

Tutto è perduto; è vinto il genitor; son le sue schiere trucidate o disperse. Andiam : s’appressa a queste mura il vincitor.

Che dici!

Antigono dov’è?

Nessun sa darmi

nuova di lui. Ma, se non vive il padre, tremi Alessandro : il sangue suo ragione mi renderà... Deh! non tardiam.

Va’ : prendi,

principe generoso,

cura di te. D’una infelice a’ numi

lascia tutto il pensier.