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ATTO TERZO

SCENA I

Sala terrena corrispondente a’giardini.

Regolo, guardie africane, poi Manlio.

Regolo. Ma che si fa? Non seppe

forse ancor del senato
Amilcare il voler? Dov’è? Si trovi:
partir convien. Qui che sperar per lui,
per me non v’è piú che bramar. Diventa
colpa ad entrambi or la dimora.
(vedendo venir Manlio)  Ah! vieni
vieni, amico, al mio seno. Era in periglio
senza te la mia gloria: i ceppi miei
per te conservo; a te si deve il frutto
della mia schiavitú.
Manlio.  Sí, ma tu parti;
sí, ma noi ti perdiam.
Regolo.  Mi perdereste,
s’io non partissi.
Manlio.  Ah! perché mai sí tardi
incomincio ad amarti? Altri finora,
Regolo, non avesti
pegni dell’amor mio, se non funesti.
Regolo. Pretenderne maggiori
da un vero amico io non potea; ma pure,