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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/138


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XVIII - ATTILIO REGOLO

M’affliggono i tuoi pianti; ma non è colpa mia se quel, che giova a tanti, solo è dannoso a le. (pane)

SCENA nr Attilia, poi Barce.

Attilia.

Barce.

Attilia.

Barce.

Attilia.

Barce.

Attilia.

Barce.

Attilia.

Barce.

Attilia.

Barce.

Nulla dunque mi resta

da' consoli a sperar. Questo è nemico ;

assente è l’altro. Al popolar soccorso

rivolgersi convien. Padre infelice,

da che incerte vicende

la libertà, la vita tua dipende!

Attilia ! Attilia ! (con fretta)

Onde l’affanno?

È giunto

l'africano orator.

Tanto trasporto la novella non merta.

Altra ne reco

ben più grande.

E qual è?

Regolo è seco.

Il padre !

Il padre.

Ah! Barce,

t’ingannasti o m’inganni?

Io noi mirai,

ma ognun...

Attilia.

Publio... (vedendolo venire)