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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. IV, 1914 – BEIC 1885923.djvu/111


ATTO TERZO

105

Radamisto.

Egle.

Radamisto.

Egle.

Radamisto.

Egle.

Radamisto.

Egle.

Radamisto.

Egle.

Radamisto.

Egle.

di si nera menzogna

Zenobia ad avvertir, (in atto di partire)

No. Senti: a lei

narrar non giova...

Anzi ignorar non deve che le insidia un indegno la gloria di fedele.

E tu che sai a qual di lor convenga d’indegno il nome o di fedel?

Che! dunque

puoi dubitar...

Non è più dubbio...

Ah ! taci :

orror mi fai.

Sappi...

Lo so: non merti tanto amor, tanta fede.

Io son...

Tu sei

un ingiusto, un ingrato, un barbaro, un crudel. (in atto di partire) (seguendola) Se puoi, dilegua

dunque il sospetto mio.

No: quel sospetto

sempre, per pena tua, ti resti in petto, (parte)

SCENA II Radamisto solo.

Ma convincimi almen; sentimi... Oh Dio! a chi creder degg’io? Zopiro afferma che Zenobia è infedele; Egle sostiene che son vani i sospetti ond’io deliro.