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254 | xiv - achille in sciro |
Non veggo Ulisse! Ah! mi lasciò...
Nearco. Se cerchi
d’Ulisse, ei corre al re: dal re ti vuole,
or che scoperto sei.
Deidamia. (s’alza da sedere) Questa sventura
sol mancava fra tante. Ecco palese
al padre il nostro arcano.
Nearco. Infino ad ora
nascosto non gli fu. Giá Teagene
cercò de’ tuoi trasporti,
ritrovò la cagione: al re sen corse,
ed ancora è con lui.
Deidamia. Misera! oh dèi,
che fia di me! Se m’abbandoni, Achille,
a chi ricorrerò?
Achille. Ch’io t’abbandoni
in periglio sí grande! Ah! no: sarebbe
fra le imprese d’Achille
la prima una viltá. Vivi sicura:
lascia pur di tua sorte a me la cura.
Tornate sereni,
begli astri d’amore:
la speme baleni
fra il vostro dolore:
se mesti girate,
mi fate morir.
Oh Dio! lo sapete,
voi soli al mio core,
voi date e togliete
la forza e l’ardir. (parte)