Apri il menu principale

Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. II, 1913 – BEIC 1884499.pdf/77


VARIANTI 71
i tesori e le gemme
tutte adunò.
Scjtalce. Da mille faci e mille
vinta è la notte, e ripercosso intorno
fiammeggia oltre il costume
fra l’ostro e l’ór multiplicato il lume.
Semiramide. Scitalce, al nuovo sposo
Ircano. Cosi riceve un tuo rifiuto Ircano.
Tamiri. Ah! questo è troppo. Ognun disprezza il dono!
Dunque, ridotta io sono, ecc.
SCENA V
Mirteo.
si preferisce a me.
Semiramide. Non è Tamiri
sposa tìnor: molto sperar tu puoi.
Scitalce è prigionieri si rese Ircano
dell’ imeneo col suo rifiuto indegno:
facilmente otterrai la sposa e il regno.
Mirteo. Che giova il merto? Io soffrirò, ma poi
chi ragion mi farà? Forse Tamiri?
Semiramide. Avranno i tuoi sospiri
da lei mercede: a tuo favore io stesso
Semiramide.
Tu più caro mi sei di quel che credi.
Mirteo. Io veggo in lontananza,
fra l’ombre del timor,
di credula speranza
un languido splendor,
che inganna e piace.
Avvezzo a ritrovarmi
son io fra tante pene,
che basta a consolarmi
l’immagine d’un bene
ancor fallace, (parte'