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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. II, 1913 – BEIC 1884499.pdf/70


64 VI - SEMIRAMIDE
SCENA IX
SCITALCE, poi TAM1RI.
SCITALCE. Al monarca d’Assiria. A lui degg’io
di nuovo favellar.
Tamiri. L’istessa brama
di ragionar con te Nino dimostra.
SCITALCE. Vado.
Tamiri. Un momento ancora
tu puoi meco restar.
SCITALCE. Ma non conviene
che il re cosi in’attenda.
Tamiri. Il re s’appressa.
Férmati.
SCITALCE. (Oh Dio! Che dubitarne? È dessa.)
(vedendo Semiramide)
SCENA X [IX]
Semiramide e detti.
Tamiri. Signor, brama Scitalce
Scitalce. Ah, menzognera! Ah, ingrata!
Anima senz’amore,
nata per mio rossore,
nata per mia sventura...
Semiramide. Olà! Scitalce
Semiramide. Se presente al tuo sguardo,
siccome è al tuo pensiero,
fosse colei, non ti vedrei si fiero.
Dell’ingiuste querele,
di tanti sdegni tuoi pietà, perdono
forse le chiederesti ;
e perdono e pietà forse otterresti.