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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. II, 1913 – BEIC 1884499.pdf/338


332 X - ISSIPILE
SCENA III
Issipile e Learco.
Issipile. Ecco le sacre piante, ove si cela
l’amato genitore. Al primo arrivo,
l’ombra, il timor, l’impaziente brama
i miei passi confuse. Or non m’inganno.
Padre, signor, t’affretta.
Learco, (uscendo dal bosco) (È pur la voce
questa dell’idol mio. Coraggio! Oh dèi!
palpita il cor mentre m’appresso a lei.)
Issipile. Vieni. Dove t’aggiri? I passi ascolto,
e trovarti non so. Fra questo orrore
forse... Pur t’incontrai.
(incontra Learco, e lo prende per inano)
Learco. (M’assisti, Amore!)
Issipile. Tu tremi, o padre? Ah! non temer. Giasone
ci assicura la fuga. Ei, non ha molto,
giunse al porto di Lenno.
Learco. (Aimè, che ascolto!)
Issipile. Già da lungi rimiro
lo splendor delle faci...
Learco. (Io son perduto.)
Issipile. ...e d’ascoltar già parmi
le voci del mio ben.
Learco. (Torno a celarmi.)
(torna al bosco)
Issipile. Dove vai? Perché fuggi? Oh, come mai
gli animi più virili
la sventura avvilisce !