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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. II, 1913 – BEIC 1884499.pdf/320


3M X - 1SSIPJLE
m’insegnò la pietà. Giurava il labbro
del genitor lo scempio, e in sua difesa
tutti gli dèi sollecitava il core;
e l’ardir del mio volto era timore.
RnDOPE. Anch’io...
lSSIPILE. Se tardi, amica,
vana è la cura. Ah! che vicine al porto
son già le navi, e, se non corri... Oh Dio
giunge Eurinome.
Rodope. E come
ha pieno d’ira e di vendetta il ciglio!
lSSIPILE. Suggeritemi, o dèi, qualche consiglio.
SCENA li
Eurinome con séguito di donne vestite a guisa
di baccanti, e dette.
Eurinome. Rodope, principessa,
valorose compagne, a queste arene
dalle sponde di Tracia a noi ritorno
fanno i lenni infedeli. A noi s’aspetta
del sesso vilipeso
l’oltraggio vendicar. Tornan gl’ingrati,
ma dopo aver tre volte
viste da noi lontano
le messi rinnovar. Tornano a noi;
ma ci portan sugli occhi
de’ talami furtivi i frutti infami,
e le barbare amiche
dipinte il volto, e, di ferino latte
avvezzate a nutrirsi, adesso altere
della vostra beltà vinta e negletta.
Ah ! vendetta, vendetta:
la giurammo; s’adempia. Al gran disegno