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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. II, 1913 – BEIC 1884499.pdf/32


2Ó VI - SEMIRAMIDE
Parte del coro. Sorga poi prole felice,
che ne’ pregi ugual si renda
alla bella genitrice,
all’invitto genitor.
Coro. Imeneo la face accenda,
la sua face accenda Amor.
Parte del coro. E se fia che amico nume
lunga età non vi contenda,
a scaldar le fredde piume,
a destarne il primo ardor,
Coro. Imeneo la face accenda,
la sua face accenda Amor.
Semiramide. In lucido cristallo aureo liquore,
Sibari, a me si rechi.
Sibari. (Ardir, mio core!)
(va a prendere la tazza e vi pone destramente il veleno)
Ircano. (11 colpo è già vicino.)
Semiramide. (Oh Dio! s’appressa
il momento funesto.)
Tamiri. (Che gioia!)
Scitalce. (Che sarà?)
Mirteo. (Che punto è questo!)
Sibari. Compito è il cenno, (posa la sottocoppa con la tazza
avanti a Semiramide, e va a lato d’Ircano)
Semiramide. Or prendi,
Tamiri, e scegli, (dà la tazza a Tamiri)
Il sospirato dono
presenta a chi ti piace;
e goda quegli il grande acquisto in pace.
Tamiri. Principi, il dubbio, in cui finor m’involse
l’uguaglianza de’ merti,
discioglie il genio, e non offende alcuno
se al talamo ed al trono
l’uno o l’altro solleva.
Ecco lo sposo e il re: Scitalce beva.
(posa la tazza davanti a Scitalce)