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atto terzo 215


VARIANTI DELLA PRIMA REDAZIONE

rifiutata dall’autore


ATTO PRIMO

SCENA IV

. . . . . . . . . . . . . . . . . . 

Emirena. È vero, Aquilio, o troppo
credula io sono? Il mio Farnaspe è giunto?
Aquilio. Cosi non fosse!
Emirena.  E perché mai t’affligge
la mia felicitá?
Aquilio.  La tua sventura,
principessa, io compiango. Ah! se vedessi,
. . . . . . . . . . . . . . . . . . 
Emirena. In trionfo Emirena? Ah! non lo speri.
Non è l’Africa sola
feconda d’eroine: in Asia ancora
si sa morir.
Aquilio.  Barbara legge invero!
Ch’una real donzella
debba, del volgo alla licenza esposta,
strascinar le catene, udirsi a nome
per ischerno chiamar, vedersi a dito
disegnar per le vie... Solo il pensarlo
mi fa gelar.
Emirena.  Né vi sará riparo?
Aquilio. Il piú certo è in tua man. Cesare viene, ecc.