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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. II, 1913 – BEIC 1884499.pdf/221


VARIANTI DELLA PRIMA REDAZIONE
RIFIUTATA DALL’AUTORE
ATTO PRIMO
SCENA IV
Emirena. È vero, Aquilio, o troppo
credula io sono? Il mio Farnaspe è giunto?
Aquilio. Cosi non fosse!
Emirena. E perché mai t’affligge
la mia felicità?
Aquilio. La tua sventura,
principessa, io compiango. Ah! se vedessi,
Emirena. In trionfo Emirena? Ah! non lo speri.
Non è l’Africa sola
feconda d’eroine: in Asia ancora
si sa morir.
Aquilio. Barbara legge invero!
Ch’una reai donzella
debba, del volgo alla licenza esposta,
strascinar le catene, udirsi a nome
per ischerno chiamar, vedersi a dito
disegnar per le vie... Solo il pensarlo
mi fa gelar.
Emirena. Né vi sarà riparo?
Aquilio. Il più certo è in tua man. Cesare viene, ecc.