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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. II, 1913 – BEIC 1884499.pdf/184


178 Vili - ADRIANO IN SIRIA
Di qua gente s'appressa,
di là cresce il tumulto, e tutto in moto
è il cesareo soggiorno. Oh amico! oh figlia!
Parto? Resto? Che fo? Senza salvarli
mi perderei. Ma, giacché tutto, o numi,
volevate involarmi,
questi deboli affetti a che lasciarmi? (fugge)
SCENA XIV
Emirena fuggendo,
indi Farnaspe incatenato fra le guardie romane.
Emirena. Misera! dove fuggo?
Chi mi soccorre? Almen sapessi!... Oh dèi!
Farnaspe!
Farnaspe. Principessa!
Emirena. Tu prigionier?
Farnaspe. Tu salva?
Emirena. Agl’infelici
difficile è il morir. Di quelle fiamme
sei tu forse l’autor?
Farnaspe. No, ma si crede.
Emirena. Perché?
Farnaspe. Perché son parto,
perché son disperato, in quelle mura
perché fui còlto.
Emirena. E a che venisti?
Farnaspe. Io venni
a salvarti e morir.
Emirena. Ma, se tu mori,
credi salva Emirena?
Farnaspe. Ah! perché mai
mi schernisci cosi? Troppo è crudele
questa finta pietà.
Emirena. Finta la chiami?