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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. II, 1913 – BEIC 1884499.pdf/103


ATTO PRIMO

SCENA I

Giardino interno nel palazzo del re di Persia, corrispondente a vari appartamenti. Vista della reggia. Notte con luna.

Mandane ed Arbace.


Arbace. Addio.
Mandane. Sentimi, Arbace.
Arbace. Ah! che l’aurora,
adorata Mandane, è giá vicina;
e, se mai noto a Serse
fosse ch’io venni in questa reggia, ad onta
del barbaro suo cenno, in mia difesa
a me non basterebbe
un trasporto d’amor che mi consiglia;
non basterebbe a te d’essergli figlia.
Mandane. Saggio è il timor. Questo real soggiorno
periglioso è per te, ma puoi di Susa
fra le mura restar. Serse ti vuole
esule dalla reggia,
ma non dalla cittá. Non è perduta
ogni speranza ancor. Sai che Artabano,
il tuo gran genitore,
regola a voglia sua di Serse il core;
che a lui di penetrar sempre è permesso
ogn’interno recesso
dell’albergo real; che ’l mio germano
Artaserse si vanta