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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. I, 1912 – BEIC 1883676.djvu/383


varianti 377


non ti contendo il varco. Ivi di Poro
meglio i sensi saprai.
Poro.  (Che pena!) A lei
non fidarti, Alessandro. È quella infida
avvezza ad ingannar: grato a’ tuoi doni,
io ti deggio avvertir.
Cleofide.  (Che soffro!)
Alessandro.  Asbite,
sei troppo audace.
Poro.  Io n’ho ragion: conosco
Cleofide e il mio re. Da lei tradito
fu il misero in amor.
Cleofide.  (D’ingelosirsi
abbia ragion per suo castigo.) Ascolta.
Forse amante di Poro (a Poro)
Cleofide saria; ma tante volte
lo ritrovò spergiuro,
che giunge ad abborrirlo. Or non è tempo
di finger piú. Per Alessandro solo
intesi amor, da che lo vidi. Io scopro
sol per colpa d’Asbite (ad Alessandro)
un affetto, signor, con tanta pena
finor taciuto.
Poro.  (Oh infedeltá!)
Alessandro.  (Che ascolto!)
Cleofide. Ah! se il ciel mi destina
l’acquisto del tuo cor...
Alessandro.  Basta, o regina, (s’alza)
Godi pur la tua pace, i regni tuoi;
chiedimi qual mi vuoi,
amico e difensore,
tutto otterrai: non domandarmi il core.
Questo, d’allor ch’io nacqui,
alla gloria donai. Lodo ed ammiro,
ma però non adoro il tuo sembiante.
Son guerrier su l’Idaspe, e non amante.
               Se amore a questo petto
          non fosse ignoto affetto,
          per te m’accenderei,
          lo proverei per te.