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Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. I, 1912 – BEIC 1883676.djvu/339


atto primo 333


combattendo disvia. Sul varco angusto
io sosterrò del ponte
l’impeto ostile. Alle mie spalle intanto
diroccheranno i nostri
gli archi di quello ed i sostegni, in parte
rosi dal tempo e indeboliti ad arte.
Cosí lá senza duce
resteranno le schiere, e senza schiere
qua il duce resterá. Compito questo,
al fato e al tuo valor si fidi il resto.
Poro. L’unico ben, ma grande,
che rimati fra’ disastri agl’infelici,
è il distinguer da’ finti i veri amici.
Oh, del tuo re, non della sua fortuna,
fido seguace! E perché mai del regno,
ond’io possa premiarti, il ciel mi priva?

SCENA II

Erissena e detti.

Erissena. Poro, Gandarte, arriva
Alessandro a momenti. Un greco messo
recò l’avviso. Io dalla regia torre
vidi di lá dal fiume
sotto diverse piume
splender elmi diversi: il suono intesi
de’ stranieri metalli; e fra le schiere
vidi all’aura ondeggiar mille bandiere.
Poro. E Cleofide intanto
che fa?
Erissena.  Corre a incontrarlo.
Poro.  Ingrata! Amico,
vanne, vola e m’attendi
al destinato loco.