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dalle posteriori ristampe della Lira per collocarli nella Galleria), con la nota: «La maggior parte dei madriali in materia di dipintura e di scultura furono composti dall’autore per le molte opere di eccellenti maestri, ragunate nella galeria del signor prencipe di Conca, grande ammiraglio del regno di Napoli»: cioè, prima del 1600. Della mia scelta appartengono a questo gruppo primitivo i nn. xii-xvidelle Istorie, e iii-ivdelle Sculture.


PARTE SESTA. — Versi di occasione.

i. In morte della madre. Composta prima del 1600 e pubblicata tra le Rime, 1602.

ii, 1-2. La tragica uccisione dei due amanti accadde il 15 ottobre 1590, nel qual tempo i due sonetti furono composti. Furono pubblicati, come si è giá detto, dal Borzelli, da un ms. della Bibl. naz. di Napoli, xiii. H. 49, sul quale sono stati rivisti, riempiendo qualche lacuna.

iii-xlvi. Sono tutti nelle Rime, 1602, e li ho messi in un ordine cronologico approssimativo dal 1590 al 1602, segnando per altro, dov’era possibile, la data precisa dell’avvenimento a cui si riferiscono. — I nn. xv-xvi appartengono a una corona di sonetti, che nell’ediz. del 1602 sono accompagnati dalla seguente nota: «È da sapere che questo sonetto ed anche altri nove, che gli vengon appresso, furono composti ad instanza ed in persona d’una cortigiana, la quale si era fortemente invaghita d’un giovane: i cinque primi in occasione che il suo vago si avea cinta la spada per ire alla guerra; negli altri cinque loda la lanugine che incominciava a spuntargli in sul mento. Ed in tutti s’introduce a parlar sempre la femina». Sebbene questa dichiarazione sia stata sospettata (e non senza fondamento) di poca veritá, l’ho accolta nelle intitolazioni dei due sonetti.

xlvii-li, liii-lix. Dalla terza parte della Lira, 1614.

lii, 1-2. Editi dal Rua, l. c., e composti tra il 1610 e il 1611.


PARTE SETTIMA. — Epitalami e panegirici.

i. Venere pronuba. Il Borzelli(op. cit., p. 77) lo crede di qualche anno anteriore al 1608.

ii. Il letto, 1608.

iii. La religione del duca Carlo Emanuele. — Dal Ritratto, panegirico, che, come si è detto, è del 1608.


PARTE OTTAVA. — Versi morali e sacri.

i. Contro il vizio nefando. Unita alla seconda parte della Lira in parecchie ristampe: ma non saprei indicare quando fosse stampata la prima volta. Probabilmente fu scritta al tempo delle polemiche torinesi, quasi protesta e riparo a un’accusa rivolta allo stesso M.

ii-iv, x, xii-xiv, xxiii. Dalle Rime, 1602.

vii. Le stelle. Dalle ristampe della seconda parte della Lira.

v-vi, viii-ix, xi-xii, xv, xvii, xix-xx. Dalla terza parte, 1614.