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479.Tu, che per doppia via l’alme rubelle.
Verginella reai, vinci in battaglia,
rischiara i raggi de le luci belle,
né del morto destrier punto ti caglia.
So che del Sol le stalle, e che le stelle
non l’hanno tal, eh’appo ’l tuo merto vaglia.
Questo mio nondimen con lieta faccia,
ch’è miglior de’ miglior, gradir ti piaccia.

480.Lá nel fonte del Sol, dove in pastura
la corridrice Nomade col Pardo
si copulò, d’adultera mistura
concetto nacque, e fu chiamato Hippardo.
Parte chiara la spoglia, e parte oscura,
quasi piuma di storno, ha del leardo,
stellata in guisa tal tutta a rotelle
che ’n lui le macchie istesse anco son belle.

481.Tenero il tolse a la materna mamma,
e frenollo e domollo arte maestra.
Spinselo or dietro a Cerva, or dietro a Damma
or per campagna, or per montagna alpestra.
Pronto ai salti, agli assalti, uso è qual fiamma
girarsi a manca e raggirarsi a destra:
e veloce e feroce a meraviglia
la genitrice e ’l genitor somiglia.

482.E tu franco Guerrier, ch’oggi ten vai
nel trionfo d’Amor con tanto fasto,
e sovr’ogni trofeo ti pregi assai
d’uscir vinto e prigion dal gran contrasto,
non languir piú, né piú lagnarti omai
del brando rotto, o de lo scudo guasto.
Lascia pur l’armi usate, e prendi quelle,
ch’or io t’arreco, assai piú forti e belle.