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475.— O coppia degna, e da’ piú degni Eroi
sol per gloria del inondo al mondo uscita,
qui gran tempo aspettata, e ’n Ciel da noi
troppo ben conosciuta, e ben gradita,
deponete omai Tarmi, e sia tra voi
la tenzon con lo sdegno in un sopita.
Canginsi in vezzi le discordie e Tire,
e sia pari l’amor, com’è l’ardire.

476.Ardete, anime belle, ai vostri ardori
son propizie le stelle, i Cieli amici.
Giá le Grazie pudiche e i casti Amori
v’arridon tutti con benigni auspici.
Fortunati desir, beati cori,
che ’n si nobile incendio ardon felici;
ésca, onde trae la fiaccola e ’l focile
d’Amor e d’Himeneo fiamma gentile.

477.Lunga stagion tra dilettosi affanni
sotto un giogo dolcissimo vivrete.
Vivran le glorie vostre al par degli anni,
n’andranno i vostri onor di lá da Lethe.
Giá spiegando per voi la Fama i vanni,
tutte scorre del Ciel le quattro mete,
e sparge intorno i fiati suoi sonori
dal meriggio ai tribú, dagl’indi ai Mori.

478.Le due gran Monarchie nel mondo sole
(cedan Greci e Romani e Persi e Siri)
per voi fien grandi, e per la vostra prole,
la qual tía eh’Asia tema, Europa ammiri.
Le lor terre, i lor mari a pena il Sole
visitar potrá mai con mille giri,
d’amicizia congiunte, e d’allianza,
emule di grandezza, e di possanza.