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239.In un tempo medesmo il ferro abbassa
dritto al costato invèr la manca parte,
e mentre impetuoso andar si lassa,
grida: — Cosí s’inganna arte con arte. —
L’altro il periglio del furor che passa
schiva col fianco, e traggesi in disparte;
ed ambo i ferri, mentr’un poggia, un cala,
scorrono invan, su ’l tergo, e sotto l’ala.

240.Non molto stan, ch’essendo entrambo in punto
di tornar a le prese ed a le strette,
tiran di punta in un medesmo punto
sí ratti che del Ciel sembran saette;
e ’n quella parte ove l’un coglie a punto,
l’altro né piú né men la spada mette.
A colpir questo e quel va su le cosce,
sí che vantaggio in lor non si conosce.

241.La rattacca Camillo, e si presenta
col piè destro davante ardito e franco,
e ’n passo naturai vi si sostenta
di profilo col busto, e mostra il fianco,
e con la spada, che per dritto aventa,
stende il braccio migliore, ed alza il manco.
Ripara un col pugnai la testa in alto
e l’altro il corpo dal nemico assalto.

242.Cencio incontro gli va, né si scompone,
ma col sinistro piede oltre s’avanza,
nel dritto del diametro si pone,
sí ch’ai circol pervien de la distanza,
e de la manca spalla il punto oppone
verso la linea ostil, poi fa mutanza
e dal confin, che dianzi s’ha prescritto,
di moto traversai move il piè dritto.