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GLI SPETTACOLI

203.Or s’inchinano al suol curvati e bassi,
or in men d’un balen levansi in alto,
or fanno innanzi, or tranno indietro i passi,
or son rapidi al giro, or destri al salto.
Trattiensi alquanto il Belga, e ’n guardia stassi,
alfin s’arrischia a piú vicino assalto.
Fa pur l’istesso il baldanzoso Ibero,
ma volge in simil atto altro pensiero.

204.Di stringersi con lui si riconsiglia,
e non pone a l’effetto altra dimora.
De la spada nemica il debil piglia,
sí che la sforza a scaricar di fora.
Poi con la sua l’avinchia e l’attortiglia,
vista al disegno suo commoda l’ora.
In qual modo io non so, so che lontano
gliela fa svèlta alfin balzar di mano.

205.Ride, ed inerme il lascia ed indifeso
l’altier, che ’n suo valor troppo si fida,
ed a schernir piú ch’a schermire inteso,
volgesi a Bardo, e lo minaccia e sgrida.
Colui corre a l’appello, e d’ira acceso
vassene ad affrontar chi lo disfida,
lo qual contro gli vien per fargli il tratto
che dianzi a l’altro astutamente ha fatto.

206.Ma quel d’Etruria, che ’l suo gioco intende,
svia con la palma il ferro e lo raffrena,
con la manca la destra indi gli prende
e la guardia gli afferra e gl’incatena;
e mentre in guisa il tien che non l’offende,
passandogli col piè dietro la schiena,
di piatto ancor, quasi a fanciul con verga,
al superbo Spagr.uol batte le terga.