Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/632



11.Tratta i Zefiri a volo e l’aria scorre
del celeste Senato il messo eterno;
e non fa sol le Deitá raccòrre
c’han de la terra o c’han del Ciel governo,
ma chiamata vi tragge e vi concorre
del pelago la turba, e de ITnferno.
Sol Marte irato, e sol Vulcan dolente
non vòlse ai propri scorni esser presente.

12.Ad onorar le dolorose feste,
instituite al funeral d’Adone,
da lo stellante suo trono celeste
col consorte immortai scese Giunone.
Per sí nove mirar pompe funeste
la cieca reggia abbandonò Plutone.
E per far quell’onor vie piú sollenne
il gran Giove de Tacque anco vi venne.

13.Oltre Cerere e Bacco, oltre la madre
del forte Achille, e ’l figlio di Latona,
d’altri Dei, d’altre Dee v’ha varie squadre,
Berecinthia con Cinthia, Isi e Bellona.
Themi e Vesta vi son, né men leggiadre,
Iride ed Hebe, e Flora èvvi, e Pomona.
Giano, Como, Thalassio, indi s’asside
tra gl’immortali immortalato Alcide.

14.L’ordin non si confonde, a ciascun dassi
secondo il proprio merito la sede;
e Mercurio il mazzier, dispon le classi
e d’onor pari al grado altrui provede.
A tutti gli altri Dei che stan piú bassi,
con l’alta Sposa il gran Motor precede,
e giú deposto il fulmine, tra loro
eminente si mostra in soglio d’oro.