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Atqui animarum etiam quaecumque profundo1
Prodita sunt esse, in vita sunt omnia nobis.

Per la qual cosa molti amatori d'essa sapienza umana si sono ingegnati; quando eglino hanno trattato tale opinione, di reprovarla e di destruggerla, come erronea e falsa del tutto; dicendo che l'anime, quando elle sieno pure immortali e possino star, per loro stesse, separate da' corpi, sono sustanze spiriturali, e a le sustanze spirituali non si conviene, come si è detto più volte, assegnare luogo alcun particulare; e oltre a di questo, che il luogo devve avere sempre qualche convenienza con la cosa locata, il che non può avvenire a l'anime, essendo elleno incorporee e spirituali, e il luogo corporeo e materiale. Nientedimanco i nostri teologi non hanno per inconveniente lo assegnare a quelle luoghi particulari; dicendo, che se bene la perfezione e la conservazione delle cose spirituali non depende in modo alcuno da i luoghi, elle hanno pure (per essere stato ordinato da la divina sapienza che le cose inferiori sieno governate da le superiori) una certa relazione e convenienza con quegli. Laonde quanto è più perfetta e più nobile una cosa materiale, tanto è ancor più nobile e più perfetta quella sustanza spirituale, la quale è deputata al governo suo; e da questa ragione mossi i filosofi dicono che quella intelligenza, la quale è posta al governo del cielo di Giove, è molto più perfetta che quella del cielo di Marte, e quella di Marte più perfetta che quella di Mercurio e della Luna. Con la qual risposta viene non solo a manifestarsi la verità di tal cosa, ma a solversi ancora le ragioni addotte di sopra da gli avversarii; intendendosi, che se bene le sustanze spiriturali non sono in luogo nel modo che son le corporee, elle vi sono per operazione e secondo quel modo, il quale si è detto altra volta che si conviene a la natura loro; e che la convenienza, la quale è infra loro e i luoghi, non è perchè e elle e quegli partecipino d'una natura medesima (come voi vedete per esem-

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  1. La citazione di questo verso pare errata.