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Pagina:Lettera pastorale per la Quaresima 1912 (Signori).djvu/9

 
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che la sua parola è un balsamo che scende nei cuori addolorati, è una luce ai ciechi, una dolcezza agli afflitti, un richiamo agli erranti, un conforto a tutti. Le turbe lo seguono continuamente, nè sanno saziarsi di ascoltare la dolce parola che esce da quella bocca divina; i Dottori della legge ne rimangono altamente ammirati e gli Scribi ed i Farisei nella stessa loro malignità tentano invano di coglierlo in fallo. Oh! come sono semplici e popolari quegli insegnamenti! Ma in quella semplicità e popolarità voi trovate le verità più sublimi della sapienza divina, in modo che gli uditori stuperfatti sono costretti ad esclamare: Non si è mai inteso a parlare così.

Nella sua vita Egli diffonde intorno a sè una viva e soave luce di esempi di virtù che mai fu veduta l’eguale. Tutti i suoi atti, il suo contegno, la sua persona sono piene di maestà e di decoro e spirano un’innocenza e purezza di paradiso: la sua condotta è così pura ed immacolata che sfida tutti i suoi nemici ad accusarlo di qualche colpa: ma essi ammutoliscono, nè osano levare taccia di sorta contro di Lui: Quis ex vobis arguet me de peccato? (Io. cap. VIII, v. 46). Nella pratica della virtù poi non segue il metodo degli altri uomini, che insegnano senza operare: Egli opera prima e poi conferma con la parola l’esempio della propria vita. Laonde studiando noi la sua vita non possiamo vedere se l’umiltà, la pazienza, la carità, l’obbedienza, la dolcezza, la mansuetudine ci vengano meglio insegnate dalla sua parola o dalla sua vita tanto la parola e la vita furono in Lui una cosa sola.

«Ma ciò, scrive in proposito un pio e dotto autore, che mi apparisce più ammirabile nell’esempio di Cristo è questo. Gesù Cristo è santo, innocente, segregato dai peccatori; piuttosto tipo in sè e perfezionamento del primo Adamo innocente, anzichè del secondo colpevole. La sua vita quindi, naturalmente parlando,