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Pagina:Lettera pastorale per la Quaresima 1912 (Signori).djvu/4

 
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me sopra accennato? Forse che in occasione della Sacra Visita Pastorale ci fu dato di vedere tutti i fedeli cristiani di ciascuna Parrocchia approfittare della grazia del Signore nell’ascoltare attentamente la divina parola predicata da zelanti Sacerdoti, nel cercare la pace del cuore nel tribunale di penitenza, nel rinvigorire la vita dello spirito col pane degli Angeli?

Ah! purtroppo si è veduto e si è saputo che anche fra noi, sono pochi è vero, ma pure non mancano di quelli, che non prendono parte alle pubbliche preghiere del nostro popolo devoto, che da tempo non domandano il perdono di Dio anche quando la Madre comune la Chiesa ne fa precetto; non mancano di quelli, che, tuttodì occupati in faccende svariatissime, neppur nelle circostanze più solenni del paese si scuotono, o rivolgono, non dirò un atto, ma nè anche un pensiero a quella fede che ebbero la sorte di succhiare col latte. Viviamo o VV. FF. e FF. DD. un’età in cui, talvolta per momentanea passione, tal’altra per politica, quando forse per malizia dei tristi si cerca il divorzio da Dio, si vogliono separate le ragioni del Cielo dai pretesi diritti dell’uomo e si arriva perfino al massimo dell’empietà che dichiara guerra a Dio stesso, e se ne vuole far dimenticare il nome. E questa congiura si va estendendo ovunque, per ogni angolo della terra; e quindi nessuna meravigia che pur tra noi se ne veggano gli spaventevoli effetti nel disprezzo o per lo meno nella indifferenza per tutto quanto si attiene a Dio, alla religione, alla vita cristiana.

Di questa vita cristiana appunto voglio io parlarvi, non per darvene una completa nozione, per il che si richiederebbe un intero volume; ma solo per dirvi che essa consiste nella imitazione e sequela di Gesù Cristo; e noi come cristiani dobbiamo più che mai nei tristi tempi che corrono tenere ben alta la di-