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miglia 10, quale sarebbe appunto la distanza da Bergamo a Treviglio, donde partirebbe il braccio parziale, paese egualmente in confronto a noi, depresso all’incirca come la Capitale Lombarda”.

Cosa non vera, perchè io non ho mai nè scritto, nè detto, e nemmeno pensato, e non lo penserò mai, finchè Dio vorrà conservarmi intiero il giudizio, che fosse e che sia impossibile vincere, col mezzo de’ motori ordinarj un’altezza di 114 metri divisa sopra una lunghezza di 30 miglia.

E più sotto nel ricorso suddetto:

“Per il che è forza concludere che tutto ciò che si riferisce a questo tronco parziale per Bergamo non altro sia che l’effetto di una ingannevole astuzia onde calmare i concitati clamori e deludere le più giuste lagnanze”.

E tutto questo lo noto non già per concludere che dalla altrui ingiustizia verso di me venir ne possa scusa a quella che io per avventura avessi verso gli altri adoperato, ma per inferirne soltanto che non è bene notar la paglia nell’occhio altrui dimenticando la trave del proprio.

Quanto al secondo rimprovero di non aver ancora pubblicato con le stampe il Progetto voi sapete, amico mio, che s’egli è giusto, io non sono in colpa del ritardo di una tale pubblicazione.

Sapete che anche alla radunanza generale della Direzione in Milano nei primi giorni del giugno p. p. ho fatto preghiera perchè il Progetto si stampasse e si pubblicasse, e che fu anche risolto dalla Direzione che sarebbe stampato e pubblicato pei primi giorni di agosto.

Una simile preghiera ho fatto alla Direzione anche in Venezia nel mese di luglio, alla quale mi fu risposto in modo simile a quello in cui mi si era risposto a Milano.

Ad ogni modo ora il Progetto è stampato, e spero che la Direzione divulgandolo renderà paghe le giuste brame dei signori Bergamaschi, e porrà il pubblico in grado di giudicare quanto vi sia di vero nel prospetto della spesa per la strada