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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/346

342 lettera

mentre che l’avversario non può valersi d’altro che d’ingannevoli apparenze, di paralogismi e di fallacie. Ora se loro, contenendosi dentro a i termini naturali e non producendo altre armi che le filosofiche, sanno ad ogni modo d’esser tanto superiori all’avversario, perchè, nel venir poi al congresso, por subito mano ad un’arme inevitabile e tremenda, per atterrire con la sola vista il loro avversario? Ma, se io devo dir il vero, credo che essi sieno i primi atterriti, e che, sentendosi inabili a potere star forti contro alli assalti dell’avversario, tentino di trovar modo di non se lo lasciar accostare, vietandogli l’uso del discorso che la Divina Bontà gli ha conceduto, ed abusando l’autorità giustissima della Sacra Scrittura, che, ben intesa ed usata, non può mai, conforme alla comun sentenza de’ teologi, oppugnar le manifeste esperienze o le necessarie dimostrazioni. Ma che questi tali rifugghino alle Scritture per coprir la loro impossibilità di capire, non che di solvere, le ragioni contrarie, dovrebbe, s’io non m’inganno, essergli di nessun profitto, non essendo mai sin qui stata cotal opinione dannata da Santa Chiesa. Però, quando volessero procedere con sincerità, doverebbono o, tacendo, confessarsi inabili a poter trattar di simili materie, o vero prima considerare che non è nella potestà loro nè di altri che del Sommo Pontefice o de’ sacri Concilii il dichiarare una proposizione per erronea, ma che bene sta nell’arbitrio loro il disputar della sua falsità; dipoi, intendendo come è impossibile che alcuna proposizione sia insieme vera ed eretica, dovrebbono occuparsi in quella parte che più aspetta a loro, ciò è in dimostrar la falsità di quella; la quale come avessero scoperta, o non occorrerebbe più il proibirla, perchè nessuno la seguirebbe, o il proibirla sarebbe sicuro e senza pericolo di scandalo alcuno.

Però applichinsi prima questi tali a redarguire le ragioni del Copernico e di altri, e lascino il condennarla poi per erronea ed eretica a chi ciò si appartiene; ma non sperino già d’esser per trovare nei circuspetti e sapientissimi Padri e nell’assoluta sapienza di Quel che non può errare, quelle repentine resoluzioni nelle quali essi talora si lascerebbono precipitare da qualche loro affetto interesse

2. apparenze e di — 29-30. erronea o eretica

2. se essi, contenendosi, s — 7. credo che sieno, G — 8. contro gli assalti, s — 13. esperienze ciò è le, s — 14. pur ricoprir la, G. Ma coprir è così del cod. V, come deli altri codici e della stampa. — 20. Pontefice e de’, s — 23-24. dovrebbero, dico, occuparsi, s — 29-30. erronea o eretica, s —