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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/217


intorno alle macchie solari ecc. 217

[fac. 29, ver. 16.] di quello che sopra, a fac. 18, nel X notabile [pag. 49, lin. 2-3] con tanta resoluzione? cioè questo esser certo, che le macchie che traversano il mezo del Sole fan maggior dimora sotto di lui, che quelle che passano più verso gli estremi. Questi sono impossibili assoluti, quando non si volesse dire, i movimenti delle macchie esser tutti di periodi differenti, il che nè è vero ne da Apelle supposto; e dato che vero fusse, cesserebbe tutto il vigor del discorso nel voler egli da tali passaggi dedurre ed inferir il luogo delle macchie rispetto al Sole.

Ma perchè troppo invincibile è la forza della verità, ripigliamo [Tempi de’ passaggi delle macchie fra loro eguali.] pure i medesimi disegni, e consideriamogli spogliati d’ogn’altro affetto, fuori che del venire in notizia del vero; e troveremo, i tempi di detti passaggi essere eguali fra di loro, e tutti circa 14 giorni. E prima, la macchia G, apparsa li 26 di Marzo e non veduta per [Esame nelle macchie de’ loro passaggi.] avanti, è tanto lontana dalla circonferenza, quanto importa il moto di 3 giorni e forse di 4: del che, senza molto discostarsi, ne è chiaro testimonio nella medesima carta la macchia B delli 4 di Aprile, la quale è men lontana dalla circonferenza della detta G, 26 di Marzo; e pure aveva di già caminato tre giorni o più, come i 2 suoi precedenti disegni ci mostrano. L’ora poi della sua uscita non fu altramente il giorno 3 d’Aprile, ma due o tre giorni dopo; tanta rimane ancora la sua distanza dalla circonferenza: perchè (stando pur negli stessi disegni) vedremo esemplificato questo che io dico nella macchia E, la quale il dì 29 di Marzo non è più lontana dalla circonferenza che la G del 3 d’Aprile; e pur si vede ancora per due giorni, se non più. Se, adunque, a gli otto giorni della macchia G, notati nella tavola, ne aggiugneremo 4 avanti e 2 dopo, aremo giorni 14. Che poi nè avanti nè dopo li 8 giorni ella non fosse osservata, ciò si deve attribuire al non si esser generata avanti, nè conservatasi dopo. E questo dico, perchè suppongo le osservazioni essere state accurate; che quando non fosser tali, potrebbe alcuno attribuir la causa di tale occultazione non all’assenza delle macchie, ma a qualche minor diligenza dell’osservante. Solo a me par che sia qualche difetto nell’elezion dell’osservazioni; le quali dovevano esser di macchie vedute entrare

6. Appelle, s — 6-7. e quando pur fosse, A; e quando pur fusse, B: ma di mano di Galileo e quando pur fu corretto nel cod. B in e dato che vero. — 21, 27, 28. doppo, B, s — 25. vede corretto in vedde, A; vedde, B —