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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/191


intorno alle macchie solari ecc. 191

volesse poi universalmente concludere, ogni altra maniera d’imitare esser imperfetta e biasimevole, certo che ’l Cigoli e gli altri pittori illustri si riderebbono di lui. Di questi che mi son contrarli di opinione, alcuni hanno scritto ed altri stanno scrivendo; in pubblico non si è veduto sin ora altro che due scritture, una di Accademico Incognito, e l’altra di un lettor di lingua greca nello Studio di Pisa, ed amendue le invio con la presente a V. S. Gli amici miei son di parere, ed io da loro non discordo, che non comparendo opposizioni più salde, non sia bisogno di risponder altro; e stimano1 che per quietar questi che restano ancora inquieti, ogn’altra fatica sarebbe vana, non men che superflua per i già persuasi; ed io devo stimar le mie conclusioni vere e le ragioni valide, poi che, senza perder l’assenso di alcuno di quei che sin da principio sentivano meco, ho guadagnato quel di molti che erano di contrario parere. Però staremo attendendo il resto, e poi si risolverà quello che parrà più a proposito.

Vengo ora all’altra lettera di V. S. Illustrissima, condolendomi sopra modo che la pertinacia della sua infermità conturbi, con l’afflizione di V. S., la quiete di tanti suoi amici e servidori, e di me sopra tutti gli altri, travagliato altresì da più mie indisposizioni familiari, le quali, con l’impedirmi quasi continuamente tutti gli esercizii, mi tengono ricordato, quanto, rispetto alla velocità de gli anni, sarebbe necessario lo stare in esercizio continuo a chi volesse lasciar qualche [Esercizio continuo necessario.] vestigio di esser passato per questo mondo. Or2 qualunque si sia il corso della nostra vita, doviamo riceverlo per sommo dono dalla mano di Dio, nella quale era riposto il non ci far nulla; anzi non pur do-Acca-

2-3. In A dapprima Galileo aveva scritto: ’l Cigoli e ’l Passignano si riderebbono; poi cancellò e ’l Passignano, e corresse com’è nella stampa. — 4. publico B, s — 9. responder, s — 10. quietare quelli che, A — 12-14. le mie ragioni valide e le conclusioni vere, poi che senza perder niuno di quei che sin da principio sentivano meco, ne ho guadagnati molti che erano di contrario parere. Con tutto ciò staremo, A — 15. parerà, s — 24. della mano, B, s — 25. riposto il farci un vil verme ed anco il non ci far nulla, A, B3
  1. Da «e stimano» a «parere» (lin. 14) fu aggiunto di mano di Galileo, in A in margine, e in B su di un fogliettino, incollato sul margine. In A quest’aggiunta presenta qualche varietà a confronto di B e della stampa, come indichiamo a’ respettivi luoghi.
  2. Da «Or» a «bontà* (pag. 192, lin. 1) in A è cancellato; ma sul margine si legge, di mano di Galileo e pur cancellato: «noti Giovamb.ta di copiar questo, se bene è lineato». Giovambattista sarà stato il nome dell’amanuense; e in B questo tratto è stato trascritto. Da «la quale» a «divine» (pag. 192, lin. 2-3) in A è sostituito in margine a un brano cancellato così accuratamente, che non è possibile leggere sotto le cassature.
  3. A questo passo e alla mutazione introdotta nella stampa si riferisce un luogo della lettera di Galileo a Federico Cesi dei 25 gennaio 1613.