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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/114

114 istoria e dimostrazioni



SECONDA LETTERA

DEL SIG. MARCO VELSERI AL SIG. GALILEO GALILEI




Molto Illustre ed Eccellentissimo Sig. Osservandissimo,

Grossa usura paga V. S. per dilazione di poco tempo, mandandomi in risposta di poche righe di lettera sì copioso e diffuso discorso. Lo lessi, anzi, posso dire, lo divorai, con gusto pari all’appetito e desiderio che ne aveva; e le affermo che mi servì d’alleviamento di una lunga e dolorosa indisposizione che mi travaglia straordinariamente nella coscia sinistra, non avendo sin ora i medici saputo trovarvi efficace rimedio, anzi avendomi detto uno de’ principali in termini molto chiari, che i primi della professione avevano lasciato scritto di questo male: Alii aegre curantur, alii omnino non curantur: di che conviene rimettersi alla paterna disposizione della bontà d’Iddio: Dominus est; faciat quod est bonum in oculis suis. Ma troppo mi diffondo in materia maninconica. Torno a dire che il discorso mi fu caro sopra modo, e, per quel poco ch’io posso discernere in questo proposito, mi pare scritto con sì buone e fondate ragioni, spiegate modestissimamente, che Apelle, con tutto che V. S. contradica per lo più alla sua opinione, se ne debbe stimare onorato molto. Ci vorrà del tempo a farlo capace del contenuto, poi che non intende la lingua italiana, e gl’interpreti intendenti della professione, come il bisogno richiede, non sono sempre alla mano; ma si cercherà di superare ancora questa difficoltà. Ho scritto al Clarissimo Sig. Sagredi, e lo replico a lei, che se io fussi in città dove si ritrovassero stampatori italiani, spererei d’impetrare dalla gentilezza di V. S. di poter publicar subito questa fatica, credendo di poterlo fare sicuramente; poi che essa procede con maniera tanto giudiziosa e circospetta, che quando bene si scuopra all’avvenire in questo proposito cosa alla quale di presente noi non pensiamo, non sarà mai tassata di precipitanza nè di aver affermato cose dubbie per certe: e sarebbe benefizio publico che di mano in mano uscissero trattatelli circa questi novi trovati, per tenerne la memoria fresca e per potere inanimire maggiormente altri ad applicarvi la loro industria,

1-2. Manca in A e B. In B si legge sul margine, di pugno di Galileo: lettera seconda, da mettere avanti la mia seconda, insieme con la terza del medesimo Sig. Velsero. — 9. de principali d’essi, A — 20. Ho scritto al Sig. Sagredi, A — 23-24. circonspetta, s — 27. nuovi, B — 28. e per inanimar, A —