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Pagina:Le confessioni di un ottuagenario I.djvu/45

18 le confessioni d’un ottuagenario.

le porte e si nascondevano sui fenili. I tamburi si difendevano coi loro strumenti. E così finiva quasi sempre nella giurisdizione di Fratta la mostra mensile delle Cernide. Il capitano stendeva un lungo rapporto, il cancelliere lo passava agli atti, e non se ne parlava più fino al mese seguente.

Leggere al giorno d’oggi di cotali ordinamenti politici e militari che somigliano buffonerie, parrà forse una gran maraviglia. Ma le cose camminavano appunto com’io le racconto. Il distretto di Portogruaro, cui appartiene il comune di Teglio, colla frazione di Fratta, forma adesso il lembo orientale della provincia di Venezia la quale occupa tutta la pianura contermine alle lagune, dal basso Adige in Polesine al Tagliamento arginato. A’ tempi di cui narro le cose stavano ancora come le avea fatte natura, ed Attila le avea lasciate. Il Friuli ubbidiva tuttavia a sessanta o settanta famiglie, originarie d’oltralpi e naturate in paese da una secolare dimora, alle quali era affidata nei diversi dominii la giurisdizione con misto e mero imperio; e i loro voti, uniti a quelli delle Comunità libere e delle Contadinanze, formavano il Parlamento della Patria, che una volta l’anno si raccoglieva con voto consultivo allato del luogotenente mandato ad Udine da Venezia. Io ho pochi peccati d’omissione sulla coscienza, fra i quali uno de’ più gravi e che più mi rimorde è questo, di non aver assistito ad uno di quei Parlamenti. Gli aveva da essere in verità uno spettacolo appetitoso. Pochi dei signori Giurisdicenti sapevano di legge; e i deputati del contado non dovevano saperne di più. Che tutti intendessero il toscano io non lo credo; e che nessuno lo parlasse è abbastanza provato dai loro decreti o dalle Parti prese, nelle quali dopo un piccolo cappello di latino si precipita in un miscuglio d’italiano, di friulano e di veneziano, che non è senza bellezze per chi volesse ridere. Tutto adunque concorda a stabilire