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Pagina:Le confessioni di un ottuagenario I.djvu/327

300 le confessioni d’un ottuagenario.

incantata di lui a Fratta, come a Portogruaro. Una volta o due gli usò una qualche attenzione, poi se ne astenne senza sforzo, e a poco a poco tornò appetto a lui nella solita indifferenza. Mano a mano che Lucilio usciva dal suo cuore vi rientrava io; e non debbo nascondere che la mia gioia di questo pentimento fu così veemente, così piena, come se io fossi tornato alla prima fiducia dei nostri affetti. Io era fanciullo, io le credeva ciecamente. Come ad onta delle sue passeggere civetterie mi fidava di lei un tempo, sicuro che in fondo al cuore non ci stava che io, così allora tornava a persuadermi che i frutti di quel ravvedimento dovessero essere eterni. Giungeva quasi a trovare in quelle apparenti infedeltà, e in quelle pronte pacificazioni, una prova di più ch’ella non poteva amare che me, nè vivere senza di me. Io non le mossi adunque parola delle mie torture, schivai di rispondere alle sue domande, indovinando quasi che la confessione d’una gelosia è il più caldo incentivo di nuove infedeltà. Accusai una bizzarria d’umore, un malessere inesplicabile, e chiusi il varco ad altre inchieste col lasciar libero campo alla mia gioia, e allo sfogo d’un cuore chiuso in se stesso da tanto tempo. La Pisana folleggiava con me da vera pazzerella: pareva che quel suo ghiribizzo momentaneo non avesse lasciato traccia alcuna nè nella memoria nè nella coscienza; io mi consolai di ciò, mentre se fossi stato bene avveduto, avrei dovuto spaventarmene. Mi abbandonai dunque con piena sicurezza a quella corrente di felicità che mi trasportava; tanto più sicuro e beato, che la fanciulla mi sembrò a quei giorni docile, amorosa e fin anco umile e paziente, quale non era mai stata. Era un tacito compenso, offerto senza saperlo, dei torti fattimi? Non lo saprei dire. Forse anche la timorosa adorazione di Lucilio aveva svezzato per poco l’anima sua dai moti violenti e tirannici; a me dunque toccava raccogliere quello che un altro aveva seminato. Ma