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Pagina:Le confessioni di un ottuagenario I.djvu/271

244 le confessioni d’un ottuagenario.

rianna tentò attraversare con molte ragioni di prudenza questo disegno della padroncina; ma essa avea conficcato proprio il chiodo, ed io poi ero così contento di ribadirlo, che mi tardava l’ora di trovarmi con lei all’aperta.

Detto fatto, lasciata la mugnaja colla sua prudenza, noi uscimmo sui prati, e di là in breve fummo senza guaio alla fossa. Il solito fischio, la solita tavola; e la traversata successe a dovere come le altre volte. La contessina gongolava tanto di fare quell’improvvisata, che il passar l’acqua a quel modo le fu quasi piacevole, e rideva come una ragazzina nell’inginocchiarsi su quell’ordigno. Le feste, le maraviglie, la consolazione di tutta la famiglia sarebbero lunghe a ridirsi: ma il primo pensiero di Clara fu di chiedere conto della nonna; o se non fu il primo pensiero, fu certo la prima parola. Lucilio le rispose che la buona vecchia, persuasa della fandonia che le aveano dato a bere sul conto di lei, erasi addormentata in pace, e bene stava di non risvegliarla. Allora la giovinetta sedette cogli altri in tinello; ma mentre tutti origliavano dalle fessure delle finestre i rumori che venivano dal villaggio, ella parlava muta muta cogli occhi di Lucilio, e lo ringraziava per tutto quanto egli avea adoperato a loro vantaggio. Infatti era una voce sola che ascriveva al signor Lucilio tutto quel po’ di sicurezza e di speranza, che risollevava le anime degli abitatori del castello dalla prima abiezione. Lui era stato a consolarli con qualche buon argomento, lui a munire provvisoriamente il castello contro un colpo di mano, lui a concepire quella sublime pensata del ricorso al vice-capitano. Lì tornava in campo io. Mi si chiese conto della lettera e di chi se n’era incaricato; e tutti giubilarono di sapere che di lì a un paio d’ore io sarei tornato al mulino per recare la risposta di Portogruaro. Ognuno mi fece mille carezze, io era portato in palmo di mano, monsignore mi perdonava la mia ignoranza in quanto al confiteor, ed il fattore si pentiva di avermi