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Pagina:Le confessioni di un ottuagenario I.djvu/14


cenni biografici d’ippolito nievo. v

od il semplice letterato, portossi ad Arona sul Lago Maggiore per raggiungere il Generale Garibaldi; e fece sotto i di lui auspici quella brillante campagna, che parve degno prologo alla spedizione dei Mille.

Scioltesi le milizie garibaldine, tornò a Milano, dove diede alle stampe un volumetto, composto di brevi poesie scritte durante la guerra, e che significavano le impressioni più vive riportate dal campo, ed erano un armonico insieme che ritraeva la vita eccezionalmente poetica dei nostri giovani volontari.

È incerta l’epoca nella quale scrisse due tragedie ancora inedite, lo Spartaco ed i Capuani; ma noi facciamo voti perchè anche questi due lavori escano alla luce, persuasi che verranno annoverati fra i migliori che vanti in questo genere la patria letteratura. Cosi pure rimangono inedite parecchie sue eccellenti versioni dall’Heine, nè ben conosciamo la ragione che, or sono cinque anni, faceva abortire la bella idea sorta in Milano di pubblicare un di lui epistolario, di cui la famiglia e gl’intimi amici aveano di già fornita la materia, prescegliendo le lettere sue più notevoli, ed atte a farci meglio conoscere la tempera di quell’anima e di quell’ingegno. Il Nievo possedeva una tale accurata facilità epistolare, e visse in un’epoca e in una vita così feconde di avvenimenti diversi, che certo quel libro avrebbe trovato in Italia un’accoglienza ed una simpatia, non dissimile forse da quella che vi trovarono i Ricordi dell’illustre e compianto D’Azeglio.

Iniziata appena la spedizione per la Sicilia, il Nievo volle parteciparvi. Dopo il fatto di Calatafimi ebbe il grado di Tenente, di lì a pochi giorni venne eletto