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Pagina:Le confessioni di un ottuagenario I.djvu/134


capitolo secondo. 107

profano od importuno. Martino qualche volta mi chiedeva. — Hai veduto capitare il dottor Lucilio oggi? — (Lo chiamavano dottore benchè non avesse diploma, perchè aveva guardate molte lingue e tastato molti polsi nel territorio). — Io gli rispondeva gridando a piena gola. — No, non l’ho veduto! — Questo dialogo avveniva sempre quando la Clara, o soletta o accompagnata dal Partistagno, usciva nel dopopranzo, meno serena ed ilare del solito. Martino forse ci vedeva più che ogni altro, ma non ne diede mai altro indizio che questo. Quanto alla Pisana, la mi diceva sovente: «Se io fossi mia sorella, vorrei sposare quel bel giovane che ha tanti bei nastri sulla giubba e un così bel cavallo, con una gualdrappa tutta indorata; e il signor Merlo lo farei mettere in una gabbietta per regalarlo alla nonna il giorno della sua sagra.»